Formazione professionale: la Flc e la Cgil scrivono al presidente Lombardo “Porteremo dai Prefetti i lavoratori della formazione professionale per chiedere il rispetto della legge e dei diritti”

Formazione professionale: la Flc e la Cgil scrivono al presidente Lombardo “Porteremo dai Prefetti i lavoratori della formazione professionale per chiedere il rispetto della legge e dei diritti”
dic 16

La situazione del sistema regionale della formazione professionale è sempre più grave, ma c’è chi fa finta di non accorgersi che la crisi non è solo finanziaria, ma è una crisi sempre più profonda, generata da un decennio di “cuffarismo” elevato a potenza negli ultimi due anni della sua forma più acuta, il “lombardismo”.

Ma queste patologie che hanno minato prima la salute e poi la vita dello stesso sistema, oggi arrivato ad una fase che potremmo dire “terminale” si sono estese e radicate proprio perché si è preferito tacere sul male e si è finto per anni che tutto fosse “fisiologico”, mentre le clientele politiche come metastasi si diffondevano e permeavano tutti i tessuti.

Tutto ciò fino a generare dei propri paradossi, come quello che vi fossero nel sistema formativo più operatori amministrativi e direttivi che formatori, che la spesa fosse tarata solo sui costi del personale, e per anni si facesse finta di non accorgersi che era sempre più difficile trovare allievi per la formazione.

Intanto a quegli allievi che si rivolgevano al sistema regionale veniva propinata una offerta formativa sempre più scadente, sempre più soffocata dai debiti, dalla insufficienza dei supporti didattici, e, soprattutto, sempre più slegata dai fabbisogni formativi espressi dalla società siciliana, sempre più autoreferenziale e sempre meno capace di favorire la crescita della occupazione, di stimolare lo sviluppo locale e di incrociare la domanda e l’offerta di lavoro.

Oggi tutti chiedono a gran voce di difendere il lavoro di migliaia di operatori della formazione, di garantire l’appostamento in bilancio di somme sufficienti, in poche parole di “difendere il sistema”.

La Flc intende difendere i diritti dei lavoratori ed anche il loro reddito, ma non può associarsi ad altre richieste, perché con la Cgil da oltre dieci anni, inascoltata, ha chiesto che si aprisse una crisi del sistema, che si ritrovasse la motivazione per esso, che non si appiattisse alla semplice considerazione del “finché ci sono risorse non c’è crisi”.

Questo mentre i governi e gli assessori che si sono succeduti ai rami delle amministrazioni del lavoro fino al dicembre 2009, e dalla riforma istituzionale della Istruzione e formazione da una parte e della famiglia , lavoro e politiche sociali dall’altra (15 in dieci anni, compreso il Presidente Lombardo, seppure per un brevissimo periodo ad interim!) correvano allegramente forti delle loro clientele verso il baratro, continuando a precarizzare la vita degli operatori, a disperdere copiose risorse pubbliche (cioè di tutti i “cittadini”), perseguendo fini personali di consolidamento delle loro personalissime vicende elettorali.

Ad alcuni di coloro che oggi si proclamano “difensori” dei lavoratori che operano nel sistema, la Flc e la Cgil ricordano che anche essi hanno contribuito, negli anni, alla duplicazione di sistemi, alla dispersione delle risorse pubbliche, alla mala amministrazione.

La Flc e la Cgil vogliono difendere il reddito dei lavoratori, consolidarne il lavoro, ma non possono non guardare alla crisi che stringe la sua morsa su altri settori della conoscenza, dell’istruzione, della formazione, e, più in generale sul tessuto produttivo e sulla intera società siciliana, e per questo la difesa del lavoro va ricercata attraverso strumenti di governo della crisi conclamata e strumenti di ammortizzazione sociale.

La Flc e la Cgil dal giugno scorso hanno chiesto al Presidente Lombardo di aprire un tavolo di crisi, e il Presidente ed il Governo hanno continuato imperterriti a distribuire risorse a nuovi enti gestori, o a vecchi che con il loro insostenibile carico di personale non garantiscono più il più elementare diritto dei lavoratori.

Questo mentre il sistema regionale della formazione e dell’orientamento al lavoro, puntellato da una parte mostrava cedimenti da un’altra, fino alla minaccia del crollo,mentre assessori inadeguati si lasciavano andare a proclami demagogici e d erano incapaci di ogni azione risanatrice, mentre continuavano ad elargire denaro pubblico (cioè di tutti i cittadini) ai loro sodali.

Trovi il Presidente insieme al suo Governo le soluzioni, e che siano vere soluzioni!

Abbia il coraggio di dire agli enti gestori che devono avere capacità finanziaria se vogliono essere accreditati per gestire il denaro pubblico, abbia il coraggio di fare chiudere quelli che hanno per anni lucrato sul denaro pubblico nascondendosi dietro la previsione della legge regionale che li vuole senza scopo di lucro, e talvolta truffato l’amministrazione, e certamente hanno violato i diritti dei propri dipendenti.

La Flc e la Cgil, rappresenteranno la propria protesta portando i propri iscritti presso gli Uffici del Governo, dai Prefetti, per rivendicare che lo stato ritorni a garantire il rispetto delle leggi, per annunciare il rischio per l’ordine pubblico che questa esplosiva situazione sta generando, a fronte da una parte delle scelte demagogiche di certa politica che mira alla stabilizzazione del precariato, e dall’altra, alla scelta imposta dalla carenza di risorse e dalla crisi di bilancio, che produce ulteriore precariato e precarizza settori che potrebbero avere una valenza strategica se solo fossero ricondotti alla loro missione autentica, correlati con i reali fabbisogni formativi, e riportati alla necessaria compatibilità sociale.

la lettera al Presidente della Regione

Formazione professionale | 16/12/2010

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