Scuola, hanno vinto il concorso ma non hanno il posto: il mistero delle 400 cattedre sparite in Sicilia

Scuola, hanno vinto il concorso ma non hanno il posto: il mistero delle 400 cattedre sparite in Sicilia
ago 19

PALERMO.REPUBBLICA.IT

I vincitori della selezione 2016 per le elementari restano in panchina: "Colpa di un algoritmo errato"

 

In Sicilia va in onda il mistero delle cattedre sparite nel nulla. Una beffa per centinaia di vincitori del concorso 2016 messi in panchina dal ministero dell’Istruzione in attesa di salire in cattedra. Che fine hanno fatto quasi 400 posti messi in palio per il concorso a cattedra della scuola primaria nell’Isola e mai assegnati? A chiederselo è Patrizia Santoro, che nel 2017 è stata proclamata vincitrice di una selezione molto severa. E che, dopo avere atteso oltre un anno una nomina a tempo indeterminato, teme di non coronare mai il suo sogno.
La docente affida tutta la sua preoccupazione, e la rabbia di chi si è impegnata allo spasimo per fare parte di quel gruppo relativamente ristretto di eletti, ad una lettera. “Il concorso 2016 – esordisce la docente – è stato definito innovativo, un concorso che ha selezionato i migliori docenti puntando sul merito, sul riconoscimento del percorso svolto e sulla qualità”.
Ma i numeri raccontano un’altra storia. I posti inizialmente previsti per la primaria in Sicilia furono 1.096. Partirono in 6.354 ma alla fine del percorso giunsero soltanto in 708. “Se la matematica non è un’opinione dovrebbero avanzare 388 posti”, aggiunge la Santoro. A spiegare come sono spariti i posti è Graziamaria Pistorino, a capo della Flc Cgil regionale. “I posti non assegnati ai vincitori di concorso sono l’ulteriore beffa della legge 107 in Sicilia. A causa di un algoritmo errato molti docenti titolari al Nord, mediante il ricorso al giudice del lavoro, hanno ottenuto legittimamente il trasferimento nella provincia di residenza in esubero rispetto all’organico provinciale, assorbendo anche le quote accantonate per il concorso. I nostri legali stanno già verificando la possibilità di tutelare i colleghi vincitori, delusi nella legittima aspettativa del posto messo a concorso e faticosamente conquistato con concorso pubblico”.

A complicare le cose anche la mobilità straordinaria, che nel 2016 consentì a centinaia di siciliani trasferiti al Nord con la Buona scuola di fare rientro in Sicilia. Mentre la decurtazione del contingente per le assunzioni, che quest’anno doveva essere di 133 posti, per via delle tantissime sentenze dei tribunali che hanno dato ragione ad altrettanti docenti siciliani che non hanno ottenuto il trasferimento nell’Isola per le vie ordinarie, ha fatto perdere 34 dei 133 posti assegnati per le immissioni in ruolo dal concorso: un taglio netto del 25 per cento che taglia anche le speranze di coloro che attendono pazientemente di essere assunti.

In Sicilia non solo non avanzano i posti non assegnati col concorso ma ne mancano all’appello diverse centinaia. Perché “ad agosto 2017 vennero assunte solamente 83 persone, quest’anno appena 99: 182 assunzioni in due anni”, continua la docente. La graduatoria è invece scorsa, per via delle rinunce di alcune insegnanti che, avendone la possibilità, hanno preferito scegliere il sostegno o altre classi di concorso, fino alla posizione 241.

Restano in attesa dell’agognata cattedra in 467 e il tempo stringe. La Buona scuola, che ha lanciato questo concorso, aveva infatti previsto l’immissione in ruolo di tutti i vincitori entro un triennio poi prorogato di un anno a causa per protrarsi del concorso di 12 mesi. Entro l’anno 2020/2021 occorrerà quindi assumere tutti i 708 vincitori. Ma al ritmo attuale sembra quasi impossibile che questo possa accadere. “Mi chiedo, ma al Miur come pensano di assumere 467 vincitori nell’arco dei due soli anni? Sono estremamente preoccupata”. Perché l’insegnante in questione si trova alla posizione numero 651 e prima che arrivi il suo turno occorrerà scorrere la graduatoria di oltre 400 piazze. “Attenderò fino allo scadere del quarto anno e successivamente sarò costretta a procedere per vie legali”, fa sapere.

Scuola | 19/08/2018

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