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mar 15

Seminario di formazione "Inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Delega della L. 107/15"

Inclusione scolastica degli alunni con disabilità. E' questo il tema del seminario di formazione organizzato dalla Federazione lavoratori della conoscenza siciliana, in corso presso il Liceo Classico Statale G. Meli di Palermo, e rivolto principalmente a docenti, personale Ata e ai dirigenti scolastici. Un'occasione di confronto sugli schemi di decreto attuativi della l. 107/15 al vaglio del governo e del Parlamento. Tra gli esperti del settore chiamati al dibattito, oltre alla segretaria regionale della Flc Cgil Graziamaria Pistorino e a quella nazionale Anna Fedeli, Leonardo Saguto presidente di Proteo Sicilia, Maurizio Gentile dell'Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Chiara Garaci referente legale AIPD e dell'Associazione "Abilmente Uniti", Maria Patrizia Bettini dirigente tecnico del Ministero, Antonella D'Amico docente dell'Università di Palermo ed esperta in psicologia dell'apprendimento, Salvatore Nocera vicepresidente Fish.

Ad aprire i lavori Leonardo Saguto. Il presidente di Proteo Sicilia ha chiarito le finalità dell'incontro non solo di carattere formativo, ma anche informativo e di partecipazione alla discussione relativa al decreto approvato dal Consiglio dei ministri. Il decreto è, infatti, all'ultimo miglio perchè all'esame delle Commissioni parlamentari competenti. La tematica sull'inclusione scolastica degli alunni disabili, ha spiegato Saguto, ha avuto punte avanzate nel nostro Paese. Oggi, tuttavia, è necessario un intervento riorganizzativo. "La qualità delle riforme e delle politiche - ha concluso - dipendono dal livello del dibattito e del confronto. Così possiamo cambiare le cose. Il nostro contributo di idee potrà portare le istanze del mondo della scuole nelle sedi istituzionali opportune.

Graziamaria Pistorino, segretaria regionale della Flc Cgil, nella sua introduzione ha sottolineato la necessità di sviluppare una lettura critica dei testi normativi in via di approvazione. "Noi oggi dobbiamo mettere insieme le novità previste da questo provvedimento con i diritti e le esigenze degli alunni disabili di essere integrati nei percorsi scolastici nella nostra Regione. Per farlo dobbiamo prendere in considerazione tutti i pareri delle professionalità coinvolte. Noi vorremmo che la delega su questo tema venisse trattata con maggiore attenzione".
Se, quindi, si cala lo sguardo sulla realtà siciliana ci si rende conto che a fronte di un organico composto da 15.275 posti di sostegno disponibili solo 4.606 vengono assegnati prima dell'inizio delle lezioni. A questi, argomenta Graiamaria Pistorino, si sono aggiunti 343 posti riconosciuti dal Tar a seguito di vertenze. Quest'ultima situazione certifica che c'è qualcosa che non funziona. I genitori degli alunni disabili non dovrebbero ricorrere alla giustizia per ottenmere l'insegnante di sostegno per i propri figli. Si tratta di diritti che dovrebbero essere garantiti in automatico, basta il possesso dei certificati. Da qui l'appello al legislatore: "il Parlamento dovrebbe risolvere questo problema dando stabilità dei posti ai ragazzi, passando così da un organico di fatto a organico di diritto". In questo modo per Pistorino "potrebbe essere risolto anche il problema di chi è costretto a lavorare lontano dalle proprie famiglie. Molti infatti potrebbero rientrare a lavorare in posti più vicino a casa. Siamo convinti che ci siano gli spazi e i margini perchè le istituzioni ascoltino le nostre osservazioni".

L'intervento di Maurizio Gentile, dell'Usr Sicilia, ha descritto la situazione attuale in Sicilia. Prima di snocciolare una serie di dati Gentile ha ribadito che l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità è un diritto inalienabile. Tale inclusione deve essere garantita non tanto con interventi dedicati ma mettendo in piedi un sistema che va progettato sin dall'inizio. "Bisogna mettere al centro - sostiene - il progetto di vita dell'alunno. Un progetto che coinvolge tutti, docenti, personale ata, genitori, personale medico ... all'interno di una etica della responsabilità".
Nelle scuole pubbliche siciliane sono presenti 24.777 studenti disabili secondo la legge 104/92. Di questi 11.260 hanno una certificazione di gravità. Per tutti la dotazione organica di docenti di sostegno è di 15.218 unità. Il rapporto insegnanti alunni è di 1/1,58. Il trend degli ultimi 4 anni fa registrare un aumento del numero di docenti di sostegno. A questi vanno aggiunti 2.693 lavoratori dell'assistenza specialistica a carico degli enti locali (comunicazione e igienico personale), ovvero ex province e comuni.
"C'è un problema - spiega - che riguarda la formazione dei docenti. Quali sono i livelli di competenza in uscita dai percorsi universitari per i docenti, non solo per quelli di sostegno?". Per Gentile è necessaria una formazione specifica dei dirigenti scolastici alla relazione interpersonale, alla gestione del gruppo di lavoro e alla gestione della conflittualità. La continuità didattica è fondamentale per tutto il ciclo scolastico dei disabili. Inoltre, bisogna costruire un rapporto di collaborazione tra scuola e sanità. "C'è anche un lavoro terapeutico - ha argomentato Gentile - che deve essere fatto con gli studenti e le famiglie, il problema non è soltanto scolastico. Ci vuole una chiarificazione normativa per l'istruzione domiciliare, per quegli studenti che non possono recarsi a scuola. E dopo il periodo scolastico non ci può essere il deserto".

Chiara Garaci, referente legale Aipd, ha comparato la legge attuale con quella che dovrebbe essere attuata a breve con gli schemi di decreto. Garaci ha spiegato nel dettaglio tutti gli aspetti burocratici delle procedure che riguardano l'integrazione scolastica dei soggetti con disabilità, mettendo in evidenza i punti di debolezza ed i punti di forza della normativa.

Antonella D'Amico, docente dell'Università di Palermo, ha denunciato la cancellazione da parte del Ministero dell'ambito scientifico della psicologia generale. In questo campo, spiega D'Amico, rientrano l'apprendimento, le abilità cognitive, il ragionamento. "Come può un insegnante svolgere il proprio lavoro senza possedere queste competenze?", si chiede. La ricercatrice ha manifestato la sua disapprovazione rispetto alla mancata previsione di un percorso formativo specifico almeno di durata biennale di 120 cfu. "Oggi si diventa docenti - chiarisce D'Amico - avendo acquisito lauree in vari ambiti disciplinari e accedendo al tirocinio formativo. Il corso specializzante previsto è soltanto di 60 cfu, mentre i docenti dovranno dimostrare di aver acquisito altri 60 cfu, ma la legge non chiarisce che tipo di crediti devono essere".
C'è poi un aspetto fondamentale, ovvero la motivazione che spinge le persone a diventare insegnanti di sostegno. Chi all'università sceglie scienze della formazione primaria vuole fare la maestra, ma chi sceglie altri corsi di laurea probabilmente no. "E non si può pensare di trasformare un ingengere o un laureato in scienze politiche - sostiene Antonella D'Amico - in insegnante con un corso di 60 o 120 cfu. Non tutti sono animati dalla stessa motivazione". Bisogna, quindi, lavorare sulla formazione specialistica per dotare tutti i docenti delle competenze di base relative al sostegno e all'integrazione di soggetti disabili.

Salvatore Nocera, vicepresidente di Fish, è entrato nel merito del percorso normativo che in questi mesi ha scandito l'iter di discussione dei decreti attuativi. "Tutti i sindacati - ha detto - si sono pronunciati per il ritiro dei decreti, noi pur condividendo queste critiche abbiamo voluto fare un passo avanti. Abbiamo tentato fino allo spasimo gli convincere gli ambienti ministeriali ed il governo a modificare radicalmente questi schemi". In occasione delle audizioni la Fish ha chiarito che laddove non venissero accolte le loro richieste di modifica avrebbe anche lei richiesto il ritiro dei provvedimenti. Sono circa 140 le pagine di emendamenti presentate. C'è ancora un po' di tempo a disposizione. E' prevista per il 17 marzo la pubblicazione ufficiale dei pareri delle commissioni parlamentari.

In rappresentanza del Ministero è intevenuta Maria Patrizia Bettini che ha subito ammesso l'errore commeso dal governo di non condividere con associazioni, sindacati, organizzazioni ... un testo sull'inclusione scolastica che punta proprio sulla condivisione del processo di inclusione con la molteplicità dei soggetti coinvolti. A tal proposito Bettini ha chiarito che i decreti assegnano alle famiglie un ruolo fondamentale. Gli alunni disabili non hanno soltanto una vita scolastica, ma anche sociale. L'obiettivo è fare tutto tondo con il sociale di cui si devono far carico tutti gli enti. I servizi ai disabili non possono ridursi al trasporto, ma devono comprendere sia attività scolastiche che extrascolastiche. 
La concertazione va fatta a livello regionale per poi spostare il focus sugli ambiti territoriali. L'inclusione è un progetto che necessita di governance.

Ha chiuso il seminario Anna Fedeli, segretaria nazionale dell'Flc Cgil. "Il fatto che su questa delega si sia scatenato un grande confronto civile - ha detto - testimonia che in Italia c'è un sentire sui processi inclusivi". Il giudizio dell'Flc sui decreti è durissimo perchè secondo Fedeli la delega muove dall'intento di ridurre le spese di bilancio relative all'inclusione. Per questo l'organizzazione sindacale ha intenzione di chiederne il ritiro. "Non ci sono obiezioni da fare - ha spiegato - perché il rischio che si corre è quello di tornare alle classi differenziali. E' gravissimo che si calpesti l'autonomia scolastica, il compito di definire le ore di sostegno è della scuola, solo le scuole possono decidere".
Il ragionamento della Fedeli riguarda l'impianto della legge 107. Secondo la leader della Cgil le 100 mila assunzioni si potevano fare diminuendo il numero di studenti per classe con un beneficio per tutti, per i ragazzi e per i docenti che avrebbero potuto rimanere a lavorare vicino casa. Inoltre "se devo parlare di inclusione lo devo fare in un contesto di scuola funzionante non certo in quello presente da Roma in giù. Gli otto decreti sono peggio della 107, gli unici soldi di questa delega vanno alle scuole private se accolgono gli alunni disabili".
"Non si buttano a mare
- ha concluso la Fedeli - la scuola dell'infanzia, i processi inclusivi e la formazione degli adulti". Sono le tre eccellenze della scuola italiana su cui bisognerebbe investire. "Se non si parte da questo la scuola italiana viene messa in ginocchio". Infine, "non si possono sancire i diritti e dire che questi possono essere esercitati solo se c'è la disponibilità finanziaria. Bisogna attuare il tempo pieno nella scuola dell'infanzia e in quella primaria, ma non si può scrivere nella legge che i comuni possono costituire le mense, ma lo Stato non fornisce il personale".

Scuola | 15/03/2017

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