Pensione con quota 100: un provvedimento atteso ma che non modifica la Legge Fornero

Pensione con quota 100: un provvedimento atteso ma che non modifica la Legge Fornero
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Necessari cambiamenti strutturali che investano nel futuro pensionistico dei giovani e che consentano a tutti i lavoratori un’uscita flessibile dal lavoro.

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Sintesi del provvedimento

Nel decreto è presente il riferimento alla legislazione specifica della scuola e dell’AFAM, ma il mancato diritto all’uscita dal 1° settembre/1° novembre 2019 potrebbe essere determinato dai tardivi interventi del MIUR e a cascata dalle tardive certificazioni del diritto a pensione da parte dall’INPS.

Per questo personale abbiamo chiesto al MIUR la riapertura delle istanze di dimissioni dal servizio entro il 28 febbraio 2019, come del resto recita il decreto legge stesso.

Nel decreto legge sono presenti altre disposizioni pensionistiche che riguardano tutti i settori della conoscenza, anche privati.

Infatti viene prolungato di un anno l’istituto dell’Ape Sociale, vengono estesi i requisiti per l’accesso alla così detta opzione donna, viene ridotta di 5 mesi l’anzianità contributiva per l’accesso alla pensione anticipata con l’introduzione però delle finestre trimestrali

All’articolo 19 del decreto legge troviamo un provvedimento molto atteso, la proroga di 3 anni per il termine della prescrizione contributiva a carico dei lavoratori dei settori pubblici.

Ad una prima lettura, il decreto legge sul reddito di cittadinanza e quota 100, rischia di non essere adeguato alle aspettative degli interessati, anche perché predisposto senza alcun confronto con le parti sociali. 

Nello specifico delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo, la pensione con quota 100 è uno strumento positivo, di flessibilità in uscita, sperimentale per tre anni, che risponde ad alcune specifiche esigenze, ma non modifica in modo strutturale la Riforma Fornero.

Infatti parla a platee ben identificate come gli operai delle grandi fabbriche del Nord e il Pubblico impiego, ovvero a lavoratori con carriere continue nel tempo, non affrontando però in maniera organica il tema della previdenza ed evitando soprattutto di dare risposte alle nuove generazioni e a chi ha percorsi professionali caratterizzati da lavori discontinui, dal lavoro povero e tanta precarietà.

Anche per questo saremo in piazza il 9 febbraio, quando le Confederazioni di CGIL, CISL e UIL insieme alle categorie del lavoro chiederanno al Governo un’inversione di rotta rispetto alle politiche determinate dalla legge di bilancio

In allegato forniamo una tabella che sintetizza i provvedimenti previdenziali, ma sarà necessaria l’assistenza delle sedi FLC CGIL e del patronato INCA CGIL per l’accertamento dei requisiti e per l’eventuale inoltro delle pratiche all’INPS.

Scuola | 30/01/2019

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